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    April 05

    Ecco il mio Regalo!

     
          
     
     
                     Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo 
                  Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
                         Le parole non sono necessarie
    April 03

    The Strange

     

     

     

    Se potessi cancellerei la Memoria di Me in tutti

    quelli ke mi hanno visto anke solo con uno sguardo

     

     

    March 25

    Inchiesta sulla scrittura ai tempi di internet: continua la ricerca sulla mia tesi

     

     

    di Benedetta Magistrali

    Qualcuno sta già storcendo il naso, qualcuno è rimasto
    fermo con uno sguardo dubbioso. Che c'entra ora Dante
    con il web? Quasi certamente, nulla. Ma sarebbe davvero
    fantastico immaginare che farebbe oggi il Sommo Poeta,
    accorgendosi, con immancabile stupore, che la poesia,
    quella fatta di inchiostro e penna, ha perso il suo pubblico
    e la sua carta, disperdendo in vetrine digitali i versi
    in rima. In tanta vastità, lo immagino subito organizzare
    i blog in gironi e dividere il mondo immateriale ed
    etereo della rete in nove cieli: la necessità di individuare
    mappe utili per classificare e distinguere ciò che ci si
    offre, è un bisogno senza tempo. Internet ha trasportato
    infatti gran parte della materia poetica all'interno di
    siti e blog, salvandola da un mercato che stava già cantando
    il suo requiem aeternam. Si è venuta così a creare
    una nuova e vasta comunità, fatta di persone che amano,
    scrivono e seguono la poesia. Sia chiaro, nelle librerie
    è ancora possibile comprare libri in versi, Dante lo sa
    bene; ma quello che è sempre più difficile scovare, sono
    gli autori contemporanei e sconosciuti ai più. L'editoria
    ha smesso di investire nella categoria tanto da voler farci
    credere in un'estinzione prematura dei poeti. Ma questi
    poeti estinti, snobbati dal mercato tradizionale, offrono
    ora i loro versi ad un pubblico potenzialmente molto numeroso.
    Il cyberspazio poi, oltre a provvedere alla sopravvivenza,
    garantisce loro la gratuità della pubblicazione.
    Manna, per i tempi che corrono. Al di là della breve
    incursione internettiana di Dante, ci è sembrato interessante
    chiedere a creativi e poeti che scrivono nei blog,
    cosa pensassero di questo nuovo modo di comunicare la
    poesia. Tanto più che il 21 marzo è stata la giornata mondiale
    della poesia.

    Nicla Morletti, direttore responsabile
    di Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari
    del web
    www.manualedimari.it
    Internet è proprio la parola e la rete è il mezzo più efficace
    e più potente per la diffusione della poesia e della letteratura.
    In questi ultimi anni, grazie al web, abbiamo
    una comunicazione sempre più immediata ed interattiva.
    come succede nel mondo dei blog. E' straordinario, ad
    esempio, quello che sta succedendo nel mondo
    dei blog. In
    www.niclamorletti.net,  ad esempio, moltissimi
    lettori e blogger vengono a commentare le
    mie opere e dialogano con me partecipando alla
    presentazione on line del mio ultimo romanzo
    "Nelle mani del vento", edito da Laterza. Significativo
    anche il successo del Blog degli Autori -
    www.blogdegliautori.it, una comunità in continua
    crescita di poeti e scrittori, premiata quest'anno al
    Premio letterario Internazionale il Molinello
    (
    www.ilmolinello.it)   per la diffusione della letteratura
    nel web. Da segnalare poi il famosissimo Concorso
    di Emozioni, ideato dal Blog Manuale di Mari,
    che comincia proprio nella giornata mondiale della poesia
    e si svolge interamente sul web, nel corso della stagione
    letteraria del Portale www.manualedimari.it.
    Marina Pizzi, scrive per tre blog di poesia:
    www.marinapizzisconfortidico.splinder.com
    www.marinapizzibrindisiecipr.splinder.com
    www.marinapizzisorpresedelpa.splinder.com
    Scrivere poesia con il mezzo internet è frustante quanto
    esaltante. si sta lisi in un mare magnum che non rispetta
    niente e nessuno se non le regole criptiche dell'informatica.
    il bel buon libro di poesia è, a tutt'oggi, davvero insostituibile.
    scrivo per tre blog personali di sola poesia e
    partecipo ad altri collettivi o singoli. ma la sensazione di
    strazio dell'effimero non si attenua. in Italia l'editoria di
    poesia è pressoché inesistente e, per di più, in fortezze
    inespugnabili. i grandi editori non rispondono, i piccoli
    (seri) sono quasi sempre in un mare di guai economici e
    di visibilità. internet diventa così un succedaneo potentissimo
    e impotente insieme. una libellula-macigno
    Robert, direttore responsabile blog Manuale di Mari
    Più che stimolare il pensiero, la tecnologia offre al nobile
    bisogno-piacere della scrittura un ambiente formidabile
    per esprimersi. Come un immenso libro bianco pronto ad
    accogliere le parole di moltissimi poeti e scrittori e visibile
    in poco tempo da milioni di visitatori. Ho creato alcuni
    anni fa il mio Blog (
    http://www.manualedimari.it/blog ) e
    mi sono chiesto spesso quanti lettori avrei potuto avere
    pubblicando le mie poesie e i miei racconti in un libro di
    carta. La risposta è: molti lettori di meno di quelli che ho
    avuto nel corso di questi anni attraverso il mio Blog. Dal
    2000 ad oggi ho ricevuto più di mezzo milione
    di visitatori e ho superato di gran lunga
    il milione di pagine visitate. Certo non sono
    tutti lettori, ma moltissimi naviganti
    sono diventati lettori assidui e se dovessi
    decidere di pubblicare un libro ora sicuramente
    riuscirei a vendere molte copie in
    più. Il web è un grande propulsore per la letteratura,
    una immensa arena in cui l'opera di tanti autori può esprimersi e maturare
    per approdare poi anche alla carta stampata, attraverso
    l'editoria tradizionale.

    Alessandro Canzian, redattore della rivista culturale
    di cultura generale whipart.it  e recensore
    per la rivista letteraria progettobabele.it
    Pur cercando di rimanere sintetici credo che una qualunque
    risposta non possa prescindere dalla domanda: Cos’è
    la poesia? Ai nostri fini possiamo dire che la poesia è un
    mezzo comunicativo. Che non è solo un mezzo espressivo
    ma un vero e proprio ponte tra gli uomini, tra le loro
    intelligenze e i loro sentimenti. In questa direzione
    internet ha ampliato pregi e difetti di questa comunicazione
    aumentando appunto la comunicatività. Mentre
    nell’avanti internet pubblicare delle poesie era costoso e
    difficile, nell’era internet tutti possono scrivere, pubblicare,
    farsi leggere, in un lasso di tempo infinitesimale. Ed è
    quello che è sostanzialmente successo (si guardi ad esempio
    www.nntp.it/arti-poesia/  ) . Aumentando esponenzialmente
    il volume di scritti poetici ed altrettanto
    esponenzialmente, purtroppo, scadendo in qualità. Perché
    la poesia, per chiunque sappia cos’è un verso, è necessariamente
    labor limae, lavoro di giorni e talvolta di
    anni (ricordiamo fra tutti il Petrarca col suo Canzoniere).
    Internet invece è lavoro di pochi secondi, in un mare di
    altri pochi secondi. Una terra di poeti e navigatori che
    esprimono ma non dicono.
    A lato di questo va detto che a un livello un po’ più alto,
    meno mediocre, internet rappresenta un ottimo mezzo di
    confronto fra veri poeti che così hanno modo, sostanzialmente
    via e-mail e nei blog dedicati, di migliorarsi, di
    intrecciare relazioni (non dimentichiamo che le relazioni
    umane sono il sine qua non della poesia), di scrivere avendo
    una discreta conoscenza del proprio contesto culturale.
    Su questo si vedano i molti blog (fra tutti sto pensando
    a
    www.liberinversi.splinder.com  ) letterari nei quali
    si trovano autori e lettori, semplici curiosi, tutti alla ricerca
    di un vero e sincero sentire poetico.
    Non ultimo va ricordato l’effetto che Internet ha avuto
    sulla potenziale cultura personale degli autori (questo
    ben precisando che un autore deve essere innanzitutto
    un ottimo lettore). Se prima leggere delle poesie implicava
    l’acquisto di un libro in libreria oppure una ricerca tra
    gli scaffali della biblioteca, oggi Internet fornisce un archivio
    immenso di versi d’ogni genere e d’ogni era, spesso
    con ottimi motori di ricerca per quanti volessero cercare
    ad esempio delle poesie d’amore non sapendo però
    su quali autori cimentarsi. Trovando così nuove letture
    che altrimenti avrebbe avuto molta difficoltà a reperire
    (fra gli altri l’esempio della poetessa Claudia Ruggeri,
    riscoperta a dieci anni dal suicidio proprio all’interno della
    rete). Questa cultura potenziale non è solo in riferimento
    ai testi, ma in primis in riferimento alla critica dei testi.
    Spesso si trovano navigabili tesi di laurea, note critiche,
    apparati che permettono al lettore di addentrarsi nei versi
    ottenendo così un vero e proprio studio della poesia, e
    non una semplice lettura.
    Detto questo direi che l’affermazione: la tecnologia stimola
    il pensiero, è sostanzialmente errata e corretta. La
    tecnologia amplifica e Internet si dimostra fondamentalmente
    un amplificatore e un acceleratore delle possibilità
    umane. L’affermazione è errata nel momento in cui l’amplificazione
    si concentra nell’attività scrittoria fine a sé
    stessa. L’affermazione è altresì corretta nel momento in
    cui l’amplificazione si concentra nell’attività di studio.
    Perché il pensiero, e questo credo nessuno dovrebbe dimenticarlo
    mai, è sostanzialmente studio.

    Angelo Simone, direttore Creativo
    di BaldassarreCarpiVitelli e scrittore
    La tecnologia forse non stimola il pensiero, ma scrittura
    certamente. In Italia oggi tutti scrivono: sms, e-mail,
    blog, forum. Nel web tutto è scrittura. A volte senza pensiero,
    ma questo è forse un altro discorso. La scrittura di
    getto non è mai esistita. Scrivere è riscrivere. Tanto più
    se si tratta del web in cui i contenuti sono rintracciabili
    per mesi e anni. Occorre attenzione e ricordarsi che la
    fretta passa, la brutta scrittura resta. Ci sono degli aspetti
    della vita in ufficio che, nella loro trita ripetitività, acquistano
    una certa "poesia". Questa si intitola "Il
    Progress" ed è dedicata a tutte le responsabili, spesso
    bistrattate. Figure che dedicano al progress dell'agenzia
    di pubblicità tutto il loro tempo. Il Progress, nato tardi il lunedì
    diventa superato il martedì, ma è bello conservare questi fogli,
    l’elenco dei lavori che ti togli. Il Progress è una lista dell’attesa
    clienti la cui luce è sempre accesa e altri che non chiamano da tanto
    prodotti che, notiamo con rimpianto, da tempo non comunicano più
    e annaspano nel Progress su e giù. Lo butti con un po’ di nostalgia
    e un’altra settimana vola via.

    Rosanna Orlando, direttore creativo
    di Profero Italia e scrittrice
    Ricordo che quando ero una ragazzina si dibatteva molto
    la questione del rapporto tra scienza e letteratura. Non
    mi ricordo più chi aveva scritto un saggio sull'argomento
    con un titolo affascinante e provocatorio: Come può un
    poeta ignorare il secondo principio della termodinamica?
    Implicito in questa domanda era il principio per cui l'evoluzione
    del sapere, anche in senso scientifico, modifica la
    nostra percezione del mondo. Non solo degli addetti ai
    lavori ma anche, sia pure in modo più sottile e indiretto,
    di tutti gli altri che non sanno di scienza ma che si trovano
    comunque a vivere in una realtà, in una cultura e in
    una società in evoluzione. A maggior ragione, lo stesso
    tipo di domanda può essere posta oggi a proposito della
    tecnologia: l'evoluzione della tecnologia sta cambiando
    la nostra vita. Anzi, si può persino supporre che
    la tecnologia si stia evolvendo perché l'uomo è
    cambiato. Insomma, come per l'uovo e la gallina, non
    si può dire quale sia la causa e quale l'effetto. Si può
    solo dire, ad esempio, che l'uomo dell'era del web 2.0
    (il web di seconda generazione) non è più lo stesso
    di prima. In un seminario che ho tenuto recentemente
    all'Art Directors Club sulla comunicazione digitale,
    ho parlato scherzosamente di Homo 2.0 come di una
    nuova specie umana. Ora come può la poesia, che parla
    principalmente dell'uomo e all'uomo, ignorare che cosa sta
    accadendo al genere umano? E per parafrasare il titolo di
    quel saggio, come può un poeta ignorare Facebook,
    MySpace e Linkedin? Pensiamo solo all'uso della metafora,
    così importante nel linguaggio poetico. Ricordo che un
    grande scrittore come Pontiggia raccomandava a noi, giovani
    scrittori, di evitare le metafore troppo logore. Espressioni
    come "fiore all'occhiello" o "brodo di giuggiole". Oggi,
    quanti si mettono ancora il fiore all'occhiello? Non sarebbe
    meglio attingere qualcuna delle nostre metafore
    magari proprio al serbatoio tecnologico? E perché, nell'era
    della banda larga, il pensiero poetico deve andare a 56K?
    Misteri della natura umana.
    Cosa cambia, a livello di comunicazione, quando un bisogno senza tempo come
    lo scrivere viene messo in relazione ad un mezzo nuovo come internet?
    La tecnologia stimola il pensiero?
    i Creativi rispondono...

    Antonella Bandoli, titolare di Matitegiovanotte,
    studio di comunicazione e Design
    Penso che la scrittura possa subire influenze dal mezzo
    che la supporta, sicuramente in termini tecnici (spazio disponibile,
    durata e luogo di permanenza, etc.), ma che il
    mezzo non limiti la volontà di comunicazione. Semmai il
    messaggio si adegua al mezzo, ma non lo impedisce. E
    quindi sì, la tecnologia sollecita il pensiero; non avendo,
    per sua natura, confini, il pensiero si adatta a qualunque
    strumento, pur di trasformarsi in messaggio.
    Il bisogno di trasmettere un'informazione
    trova spazio in molti luoghi, intorno a un cioccolatino
    per esigenze commerciali, accanto ai binari
    di una stazione per desiderio di espressione, o
    nella toilette di un Autogrill, magari per disperazione.
    Prendiamo gli sms. Quelli che scriviamo con l'intenzione
    di esprimere vicinanza, affetto, amore, spesso sono
    distillati di pura poesia. 160 caratteri non sono un limite. È
    vero, forse cioccolatini, binari, toilette e sms non sono letteratura.
    Ma questa sarebbe la risposta a un'altra domanda.
    In ogni caso mi sembra che, dalla comparsa della rete,
    si stia assistendo ad una proliferazione di messaggi scritti,
    grazie a blog, forum, portali, e-mail e skype. Il bisogno di
    comunicare è strettamente correlato all'esperienza che
    vogliamo trasmettere, condividere, tramandare. E Internet
    certamente favorisce gli scambi potendo toccare velocemente,
    e pressoché gratuitamente, un gran numero di
    individui. Il bisogno di lasciare traccia della propria esperienza
    non era diversa addirittura in epoche di totale analfabetismo,
    come testimoniano le incisioni rupestri di molti
    millenni prima di Internet. Henry Miller diceva: "Un bambino
    non ha bisogno di scrivere. Egli è innocente". Un'affermazione
    che ricorda il potere terapeutico della scrittura
    che, in effetti, può sedare dolori e disagi derivati da somme
    di esperienze che solo un adulto ha il tempo di vivere.
    L'unico limite posto da Internet penso sia quello della reperibilità
    delle informazioni. Lo stesso limite che avevano
    le biblioteche all'epoca della loro comparsa. Servono quindi
    altre parole per promuovere un "luogo" nella rete e forse
    mezzi diversi per far confluire proprio lì e non altrove i
    destinatari del mio racconto, che esige l'attenzione dell'altro
    per riempirsi di significato.

    Valentina Maran, copywriter presso
    la Leagas Delaney Italia e scrittrice
    L’urgenza della scrittura resta sempre tale. Chi ha la necessità
    di scrivere lo fa ovunque e comunque. Carta e
    penna sono state soppiantate dalla comodità di veder
    subito stilato in bella copia un pensiero. Ma direi che il
    bisogno di scrivere resta sempre lo stesso, almeno in
    termini assoluti. Le nuove tecnologie in genere hanno
    certamente cambiato e velocizzatola percezione della
    realtà. E’ cambiato il rapporto con la colpa e la vergogna:
    quello che prima veniva desiderato, raccontato oralmente,
    quello che prima aveva bisogno di complici nell’esecuzione,
    oggi non ha più filtri. Faccio un esempio semplice:
    le macchinette digitali. Una volta per avere un ritratto
    nudo si doveva trovare il coraggio di portare la pellicola
    da un fotografo per farla sviluppare, c’erano tempi d’attesa.
    C’era la possibilità di ripensarci. Oggi la velocità
    non ammette più ripensamenti: fotografi la tua fidanzata
    nuda e hai l’immagine lì. A quel punto non ci sono più
    filtri. La velocità ci sta riportando allo stato brado. La facilità
    ha anche annullato il senso critico: tutti oggi scrivono.
    Tutti hanno la possibilità di pubblicare un libro. Ed è
    sbagliato. Direi che le nuove tecnologie hanno ampliato
    gli spunti. Ma sta livellando in negativo la qualità di quello
    che si legge.

    fonte

    March 19

    Tibet: Settembre 2007 - Oggi

     

      E' impensabile vedere ridotti così quei luoghi che visitati di persona qualche mese fa, erano pieni di pace e vivere sereno.

     

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    IMGP0307   

     

     IMGP0342  

       Lhasa Settembre 2007                                                      Lhasa Oggi

    March 10

    Nel vuoto del mondo

     

    Nel vuoto del mondo

    Niente nel vuoto del mondo

    Arte dell'aberrante a  tutto tondo

    Pace dell'amor pensante

    Pace di un pensier errante

     

    Mondo a tutto tondo

    Niente del pensier errante

    Arte dell'amor pensante

    Succhiato dall'ardor del profondo.

     

     

    9-3-2008

    Su commissione per il Choffa

    con la Kfc

    March 04

    Sei cresciuto negli anni '90 se...

    Sei cresciuto negli anni '90 se...

     

    ... ricordi tutti e cinque i nomi delle spice girls, costumi orrendi compresi
    ... giocavi al nintendo 64
    ... eri un'appassionata di beverly hills 90210
    ... ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri!
    ... compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke
    ... collezionavi ciucciotti colorati e di plastica
    ... ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto carmen san diego (questa per Lorenzo)
    ... conosci il significato di 'togli la cera, metti la cera'
    ... i power rangers erano il telefilm più bello del mondo
    ... e subito dopo venivano otto sotto un tetto e willy il principe di belair
    ... giocavi con l'hula hop
    ... i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila
    ... guardavi i miei mini pony, alvin superstar e le tartarughe ninja
    .... barbie era ancora sposata con ken
    ... non esisteva mercoledì senza una copia del topolino (o minnie&co o il giornalino di barbie)
    ... giocavi a twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane
    mosse)
    ... compravi Cioè oppure Pop's e andavi orgogliosamente in giro con tutte le
    cianfrusaglie che vi erano allegate
    ... hai visto Titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila
    ... usavi gli orecchini stick di gomma
    ... amavi blossom e bayside school
    ... ricordi chi sono i Five e il loro trashissimo video con la sagoma di
    cartone
    ... non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per
    mettersi d'accordo per le uscite
    ... mangiavi la girella per merenda
    ... collezionavi i paciocchini!
    ... gli insegnanti ti facevano leggere i ragazzi della via pal, piccole
    donne e l'isola del tesoro
    ... hai rivisto mille volte la sirenetta, la bella e la bestia e aladdin
    ... giocavi coi lego e crystal ball!
    ... ti stai ancora chiedendo come facesse puffetta a soddisfare le
    voglie di tutti i puffi!
    ... non ti perdevi la solita replica natalizia di 'mamma ho perso l'aereo'
    ... hai ancora la tua collezione di schede telefoniche


    Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una
    generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più,
    anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
    genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
    fino ai 50 anni.
    Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
    luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
    referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
    Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao.

    Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo

    ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
    quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.


    Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
    sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
    nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
    tutto, e nessuno glielo dice.
    Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
    saltare la corda, a giocare a lupo mangia frutta, a un-due-tre-stella, e
    allo
    stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
    andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
    colori.

    Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
    elefante e con la cucitura storta
    ; la nostra prima tuta è stata blu
    con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da
    ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
    Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
    Halloween
    , quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
    fare la Maturità e i pionieri del 3+2...
    Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
    Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
    allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
    Abbiamo
    riso con Spank, pianto con Candy-Candy, ballato con Heather Parisi,
    cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
    Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.


    Ci ricordano sempre dei fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
    nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,
    abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
    improprie con la segretaria nella Stanza Ovale;
    siamo state le più
    giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno
    fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.).

    Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
    altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
    internet sarebbe stato un mondo libero.


    Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in.
    Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
    Spencer e Terence Hill. Gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci
    siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
    Mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
    Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le
    caramelline di zucchero come resto.. Siamo la generazione di Crystal
    Ball ('con Crystal Ball ci puoi giocare...'), delle sorprese del
    Mulino
    Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
    Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile
    Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me
    Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa
    di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
    La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
    insieme.
    L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
    portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15
    giorni. L'ultima generazione degli spinelli.


    Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
    viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
    senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
    sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o
    flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
    bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
    altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
    penitenze era bestiale.
    Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
    quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
    spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
    Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite
    uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere
    e nessuno si è mai infettato. Non avevamo 99 canali
    televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet;

    ce la spassavamo giocando al gioco della bottiglia o a quello dell a verità.


    Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
    abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
    Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!


    February 28

    TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2008 QUANDO...

     

    TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2008  QUANDO...

    1. Per sbaglio inserisci la password nel microonde.
    2. Sono anni che non giochi a solitario con carte vere.
    3. Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari.
    4. Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo.
    5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con i tuoi amici e familiari è
    che non hanno indirizzi e-mail.
    6. Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c'e'
    qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa...
    7. Ogni spot in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo.
    8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto
    per i primi 20, 30 (o 60) anni della tua vita, ora ti crea il panico
    ti fa tornare indietro per prenderlo.
    10. Ti alzi al mattino e ti metti al computer ancora prima di prendere il
    caffè.
    11. Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi per
    sorridere. : ) :o) :> :-> :D
    12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai Sì con la testa.
    13. Sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9.
    14. E ora . sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto 9...
    .... E ORA STAI RIDENDO DA SOLO....
    Vai .manda questo messaggio a chi sai già...!
    Che dire... ci siamo proprio dentro tutti!!!

    December 03

    Noi

    NOI
    Noi che la penitenza era 'dire fare baciare,lettera testamento'.
    Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei
    'Giardini'.
    Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
    Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più
    figo.
    Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
    Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la
    bella della bella.
    Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a
    memoria.
    Noi che giocavamo a Forza 4.
    Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città . e la città  con la D era
    sempre Domodossola.
    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini
    Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
    Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'
    Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere
    il nastro con la bic.
    Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra
    Goldrake,Mazinga,Daitan3,Gundam,Astro-Robot e Daltanious.
    Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu
    forte di Holly E Mark Lenders...
    Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
    Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,
    un tedesco e un italiano.
    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
    Noi che si andava in cabina a telefonare.
    Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
    con l'albero.
    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire
    tardissimo.
    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
    Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e Più
    era rosso più eri figo.
    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
    sorridenti.
    Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
    Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
    Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il
    terrore
    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
    Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte
    alla mattina.
    Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
    Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
    Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
    Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
    Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
    Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di
    interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso
    Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
    Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire
    Noi che si suonava la pianola Bontempi
    Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell,la
    Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
    Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia
    Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla
    della provincia in arancione!!
    Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
    Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
    Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso (per gli
    ometti!!!)
    Noi che giocavamo col Super Tele
    Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non
    vola..
    Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike
    Legend e le Clarck azzurre.
    Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle
    femmine
    Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i
    miniciccioli nel taschino.
    Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra
    truccato ed eri un figo da paura!!!
    NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO
    QUANDO CE LE RICORDIAMO
    NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!
    QUESTA E' LA NOSTRA STORIA
    September 17

    Cosa Tocca

    Cosa tocca un essere umano nel cuore???
    Cosa tocca un essere umano nell'anima???
    La certezza dell'infinito intorno,
    La certezza dell'esistenza intorno
     
    Le cose semplici che si guardano con altri occhi
    La vita differente dall'altra parte del mondo
    La vita vera quella vissuta sulla pelle bruciata
    Ad altezze sorprendenti visi ardenti
     

    Aria palpabile e respiri sorrisi di gioia
    Saluti nel sudore vivi di felicità,
    Corse spensierate a piedi scalzi
    e voglia di essere loro
     
    Pochi giorni per realizzare un sogno
    Pochi giorni per innamorarsi di un sogno
    Ti cambia lo spirito , l'anima, l'essere
    Realizzi che quello che ti manca è lì
     
    Segreto che porterai dentro
    Nessuno saprà, se non l'ha vissuto
    Piccoli che giocano, paesaggi incontaminati,
    Mondi paralleli che non si incontreranno mai.
     
    June 15

    La società del nessuno tocchi caino

     

    Siamo nella società del nessuno tocchi Caino,

    il fatto di toccare concretamente con mano

    tutto questo è davvero Disarmante

     
     
     
     
    May 23

    Così!!!

     
     
    attendere incessante...
     
    neanche cose che ti sconvolgono
     
    quel secondo il cuore,
     
    che ti riempiono di acqua gelida
     
    e che vissuto il momento
     
    torni ad essere sempre tu
    May 12

    Pubblicità, L'invisibile (h)a gli Occhi

     
     
    E' nato
     
     
     
    Nell'ambito del progetto BLOGLAB
     
     
     
    L'argomento principale è la Pubblicità con tutte le sue sfaccettature,tutti i tipi da quella sui quotidiani a quella in tv ad internet, compresi anche i cartelli pubblicitari per la strada o sugli autobus, campagne pubblicitarie della politica, cercando di capire meglio quali sono i meccanismi e le strategie dietro la Macchina Promozionale.  Sarà un ambiente di analisi e critica approfondita delle pubblicità, per comprendere meglio il vero messaggio dietro le immagini, i suoni, analizzando i modi di realizzazione e i  punti fondamentali e psicologici che sono dietro i messaggi pubblicitari.

    BlogLab è una iniziativa promossa da docenti appartenenti a diverse Facoltà Universitarie, è un laboratorio ideato dalla sinergia tra blogger e docenti universitari (anch'essi blogger per passione) che si propone di sviluppare un percorso di formazione rivolto agli studenti che prenderanno parte al progetto. Un percorso di formazione che vedrà in cattedra gli stessi blogger, che racconteranno la propria esperienza ed assisteranno gli studenti nel percorso di ideazione, realizzazione e gestione di un blog.

                          Benvenuti e Buona Partecipazione!

                                                 La Direttora.

    April 29

    ???

     
     
     
      Il Male c'è perchè
     
    c'è la Possibilità della Sofferenza